Knowledge for Justice

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puzzleIn questi anni I’RSIG si è affermato come uno dei punti di riferimento internazionali per lo studio dei sistemi giudiziari. Sebbene si tratti di un'area di ricerca di nicchia, vi è una crescente domanda di competenze e di research capacity in questo settore, ed attualmente in Europa l'IRSIG gode di un “vantaggio competitivo. E’ considerato uno dei principali promotori di questi studi, gode di un’ottima reputazione scientifica, dispone di relazioni consolidate con centri di ricerca, studiosi, practitioners, organismi internazionali con i quali continua a condurre ricerche prevalentemente comparate. Visiting professors provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti, dall’America Latina e dall’Australia si alternano con frequenza crescente. Negli anni sono inoltre significativi lo sviluppo dei finanziamenti esterni, l’aumento delle “associazioni” all’Istituto, la crescita della produzione scientifica e del numero delle pubblicazioni, soprattutto in lingua inglese.

scacchi

Più in dettaglio, dal 2000 al 2005, l'Istituto ha investito sul potenziamento della propria research capacity attraverso i finanziamenti esterni (nazionali ed europei). In questo modo sono stati formati diversi giovani ricercatori. Tuttavia questa scelta avrebbe dovuto essere sostenuta dal CNR attraverso un piano di assunzioni a medio termine che è sempre mancato e che comunque ha visto l’Istituto penalizzato nell’assegnazione delle poche posizioni da ricercatore rispetto ad altri Istituti dell’area giuridico-politologica. Anche le varie riforme che hanno interessato l'Ente e la perdurante “minaccia” di accorpamento − che avrebbe annullato le specificità dell'IRSIG − hanno contribuito a modificare questa linea che avrebbe alimentato un eccessivo precariato con scarse possibilità di stabilizzazione all'interno del CNR. Pertanto dal 2005 è lentamente calata la spinta alla raccolta di fondi esterni e la conseguente formazione di giovani ricercatori, mentre si è investito per potenziare la rete di ricerca internazionale attraverso accordi di collaborazione e il crescente coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri nelle attività dell’Istituto, anche attraverso “associature” e visiting professorships. Si tratta chiaramente di collaborazioni che hanno permesso di mantenere alta la qualità della ricerca ed il livello delle pubblicazioni.

Un discorso a parte merita il rapporto tra l’IRSIG ed il sistema giudiziario italiano. A prima vista, e nel breve periodo, la relazione tra le conoscenze prodotte dall’Istituto e le politiche effettivamente implementate nella nostra amministrazione giudiziaria appare piuttosto debole. Tuttavia, ad uno sguardo più attento, emerge come nel tempo l’Istituto sia stato in grado di portare con largo anticipo nell’agenda delle riforme argomenti in precedenza scarsamente considerati, come la governance del sistema giudiziario (ruolo dei consigli superiori della magistratura e rapporto con il Ministero della giustizia), l’assetto dell’ufficio del pubblico ministero, lo status dei magistrati (reclutamento, formazione, carriera, etica, valutazione, disciplina), l’organizzazione e la gestione degli uffici giudiziari, il ruolo dell’innovazione tecnologica, la restorative justice con strategie inedite come la mediazione penale, solo per citarne alcuni. Sempre in quest’ambito emerge la lunga collaborazione con la Scuola di Formazione del Ministero della giustizia che ha permesso la realizzazione di numerosi corsi innovativi per contenuti e metodo rivolti ai dirigenti ed al personale amministrativo.

Occorre comunque segnalare che non sono mancate anche le “occasioni perse”. Nel corso di questi anni l'Istituto e i suoi ricercatori sono stati regolarmente invitati a contribuire a progetti di judicial reform in diversi paesi europei ed extraeuropei. Si tratta di iniziative che avrebbero potuto allargare la base di ricercatori e potenziare ulteriormente la rete delle collaborazioni. Tuttavia, le incertezze relative al futuro dell'Istituto ed alla politica di assunzioni hanno di fatto limitato la possibilità di partecipare ad un numero maggiore di progetti e di incrementare la formazione di giovani ricercatori. Inoltre, si segnala come a tutt’oggi vi sia una certa lentezza degli organi accademici ad organizzare corsi di dottorato e master che abbiano come focus principale l’amministrazione della giustizia, elemento che potrebbe fornire altre opportunità di carriera per i giovani in formazione e sviluppare ulteriormente questa area di ricerca.

 
 
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